Gli anni Novanta.

La seconda generazione cresce in azienda

Durante la decade dei Novanta il timone di SORA passa nelle mani di Giovanni Riva. In questi anni cresce parallelamente la presenza e l’impegno dei futuri manager che rappresentano la seconda generazione della Proprietà. Tre figure che partendo dai ruoli di base hanno raggiunto posizioni chiave in Azienda, accompagnandola nella sua evoluzione tecnologica e gestionale. La loro esperienza e le loro capacità tecniche esprimono una preziosa risorsa in capitale umano che contribuisce a garantire il futuro di SORA.

“Sono entrato dapprima in officina, poi sono passato al magazzino ricambi, nella sezione dedicata ai pezzi utilizzati per le lavorazioni di rettifica. Ho fatto anche il trasportatore, il che mi ha permesso di stringere la mano a molti dei nostri clienti fuori dai confini regionali – racconta Massimo Tabanelli, (classe 1964), figlio del socio fondatore Stefano, il primo appartenente alla seconda generazione ad entrare in Azienda – e il fatto che fossi il figlio di un Socio si traduceva in una maggiore aspettativa riguardo alla mia efficienza da parte di tutti. Il che non mi metteva comunque al riparo dagli scherzi dei dipendenti anziani. Per farle un esempio le dirò che una volta sono stato mandato in magazzino ricambi a cercare il radiatore dell’acqua di una vecchia FIAT Cinquecento, un’impresa difficilmente realizzabile considerando che quel modello era raffreddato ad aria. Non si trattava però di una mancanza di rispetto nei miei confronti, semplicemente si riusciva a scherzare superando le gerarchie, così come accade in una grande famiglia. Ricordo ad esempio che per mantenere l’alta affidabilità conquistata sul campo nel servizio di consegna, durante quegli anni SORA ha aumentato la sua flotta aziendale di oltre un terzo delle unità. Un incremento che sarebbe continuato nel decennio successivo. Oggi abbiamo infatti triplicato il numero di veicoli aziendali rispetto agli anni Ottanta. Sono stato inoltre coinvolto da vicino nel cruciale passaggio alla vendita dei pezzi di ricambio aftermarket avvenuta alla metà degli anni Novanta, un momento delicato che ha portato anche una evoluzione significativa delle competenze relative alla ricambistica. Da quel momento in poi il personale ha iniziato a sviluppare una conoscenza specifica dei singoli pezzi e delle loro caratteristiche, utile per proporre al cliente le eventuali alternative alle sue richieste. Nel 1998 ho partecipato anche alla formazione del consorzio di acquisto “Tuttemarche”, che ci ha permesso di assimilare il know-how necessario per operare ad alto livello in questo settore”.

Nel 1991 l'azienda arriva a costituire, insieme alla Minardi Veicoli Industriali IVECO, la SO.MI che, come rivela anche l’acronimo con cui è stata battezzata, è nata dall’unione delle storiche concessionarie faentine IVECO Minardi Veicoli Industriali e IVECO-Parts SORA. Oggi è una struttura polifunzionale, distribuita su uno spazio coperto di oltre 1200 metri quadrati, che impegna uno staff di nove addetti, costantemente aggiornati tramite corsi di formazione IVECO Academy, capaci di seguire il cliente con flessibilità e professionalità. Come officina autorizzata IVECO, peraltro una delle prime in Italia ad aver ricevuto la certificazione UNI EN ISO 9001:2008, SO.MI è attrezzata con strumentazioni diagnostiche d’avanguardia che permettono di ridurre al minimo i tempi di fermo tecnico. La riparazione e revisione di motori, cambi e differenziali è la “specialità” dell’Officina, che opera anche sugli impianti frenanti, idraulici e pneumatici. L’Officina comprende inoltre un reparto dedicato all’elettrauto e alla climatizzazione. L’utilizzo di ricambi originali IVECO è un ulteriore garanzia fornita al cliente della qualità del servizio offerto.

“Sono entrato in azienda alla fine degli anni Ottanta: avevo 21 anni e cominciai una lunga gavetta all’officina rettifica – sottolinea Davide Tabanelli (classe 1966), fratello di Massimo, oggi Presidente di SORA – ma già negli anni Novanta cominciammo ad osservare con crescente attenzione quello che accadeva fuori dall’Italia. Io e mio padre in quel periodo ci recammo negli Stati Uniti. Era diffusa l’idea che gli americani non riparassero i motori, preferendo acquistarne sempre di nuovi. Verificammo che non era affatto vero. Ricavammo spunti preziosi anche visitando aziende nel Nord Europa, e, una volta tornati in Italia, aggiornammo le nostre attrezzature agli standard esteri. Tra i cambiamenti avvenuti in quel decennio, l’ingresso di SORA nel settore dei ricambi aftermarket fu il classico caso di potenziale crisi che si tramuta in opportunità. Dal 1996 furono infatti revocati i mandati come concessionaria ricambi FIAT Auto, IVECO, Rover e Land Rover a tutti i grossisti che trattavano i ricambi, ma non i veicoli. Cogliemmo l’occasione per iniziare a commercializzare ricambi meccanici e di carrozzeria aftermarket. Una scelta in parte forzata, ma che si è rivelata vincente. Cominciammo così a orientarci maggiormente sugli operatori finali: officine meccaniche e Carrozzerie, mantenendo comunque i nostri canali con i ricambisti. Sicuramente fu un modo di affondare ancora di più le nostre radici nel territorio. Sosteniamo anche realtà motoristiche sportive della zona: uno degli esempi più particolari è il nostro legame con il Team Turbo 2000 di Alfonsine, attivo nelle competizioni di tractor pulling. Abbiamo collaborato con loro allo sviluppo del prototipo “Tornado 2”, che monta tre motori Allison V1710 P51 Mustang, capaci di sviluppare una potenza di 9000 cavalli. Dal 2010, il Team compete anche nel campionato europeo dedicato alla categoria”.

Anche per quanto riguarda le lavorazioni sui componenti motore, il panorama cambia. Oggi il livello di finitura dei prodotti che offrono le odierne attrezzature, infatti, è sempre maggiore. Nel tempo sono cambiati i materiali con cui sono costruiti i motori; materiali che offrono una maggiore resistenza meccanica e necessitano quindi di macchinari specifici per poter essere lavorati. Si sono sviluppati notevolmente anche gli strumenti elettronici (emulatori) che permettono a SORA di collaudare i motori a gestione elettronica sui nostri banchi prova. In questo scenario in continua evoluzione, SORA mantiene saldi i suoi punti di forza. Uno di questi è il binomio “ricambi-rettifica”, finora piuttosto raro in Italia, un modello che continua a rivelarsi solido ed efficiente. Anche le realtà del settore inizialmente organizzate diversamente stanno cercando di attrezzarsi in questo senso: un segno della lungimiranza dimostrata da SORA anni addietro. Un altro elemento importante è il passaggio di competenze tra le diverse generazioni: un concetto che vale per la Dirigenza quanto per la forza lavoro.

“Oltre a ciò – aggiunge il Presidente Tabanelli – investiamo continuamente nell’aggiornamento delle competenze dei nostri addetti. Ma il punto cruciale è che garantiamo il nostro lavoro non solo sulla carta. L’obiettivo finale che perseguiamo non è semplicemente vendere, bensì raggiungere la soddisfazione totale del cliente. Un cliente soddisfatto è un cliente fidelizzato. Da quando ho assunto l’incarico di Presidente sono divenuto un riferimento per tutti coloro che lavorano in Azienda; di conseguenza sento gravare su di me le responsabilità tipiche del capofamiglia. Come tale, anche se in senso lato, vorrei contribuire attivamente ad aumentare la soddisfazione sul lavoro dei dipendenti. Oltre a incoraggiare iniziative di aggregazione, che contribuiscono a cementare lo spirito di squadra, vorrei organizzare proposte di stampo nordeuropeo come l’asilo aziendale e altre soluzioni che rendano più semplice la vita dei collaboratori di SORA, anche fuori dalle mura dell’Azienda”.

“Avevo 17 anni, ho cominciato dal reparto Rettifica – racconta invece Maurizio Carigi (classe 1970), nipote del socio fondatore Ugo Magnani, oggi responsabile dell’Ufficio acquisti – iniziando così un duro “rodaggio” a contatto con gli addetti della “vecchia scuola”, molti dei quali erano in SORA fin dall’inizio della sua storia. Persone umanamente generose, ma anche molto rigorose; che non perdonavano nessuna distrazione. All’inizio erano la forza e l’occhio dell’addetto a fare la differenza. Oggi le competenze specialistiche che il lavoro richiede consistono principalmente nel know-how necessario a gestire macchinari e sistemi sempre più avanzati. SORA investe ingenti risorse per rimanere sempre all’avanguardia. La nostra macchina a controllo numerico, specifica per rettifica sedi valvole, Newen Contour Epoc è solo uno degli esempi che le potrei citare. Per quanto concerne il magazzino ricambi, oggi tutto il sistema è elettronico, altrimenti sarebbe impossibile gestire l’attuale gamma di componenti, anche in considerazione dei tempi medi di attesa delle consegne che sono passati, in un decennio, da due giorni a due ore. Si tende a lavorare più sulla varietà che sulla quantità di ricambi stoccati. Lavoriamo molto con le imprese locali e siamo intenzionati a mantenere saldi i rapporti che ci legano a queste realtà. Ci impegniamo a mettere le competenze, le capacità e le strutture della nostra Azienda a disposizione dei clienti come luogo di aggregazione, scambio di esperienze, nonché di formazione tecnica e commerciale. Abbiamo poi sviluppato un sistema di e-commerce a cui si accede attraverso il nostro sito Web, inizialmente riservato ai clienti consolidati. Ci vantiamo del livello di funzioni rese disponibili da questo nuovo strumento, che viene utilizzato non solo dai ricambisti, i quali sono gli abituali destinatari di tale tipo di sistemi, ma anche da officine e Carrozzerie, che lo consultano giornalmente grazie alla sua facilità d’uso”.